Il bambino capisce ma parla poco, usa i gesti al posto delle parole, si arrabbia perché non riesce a farsi capire. Circa il 15% dei bambini italiani tra i 2 e i 3 anni è un «parlatore tardivo»: molti recuperano, ma circa uno su quattro sviluppa un disturbo del linguaggio, che riguarda circa il 7% dei bambini in età prescolare. Aspettare che «si sblocchi da solo» può far perdere tempo prezioso.
- Familiarità per difficoltà di linguaggio
- Problemi di udito, anche legati a otiti ricorrenti
- Prematurità o difficoltà nello sviluppo
- Disturbi del neurosviluppo, come lo spettro autistico
- Poche occasioni di scambio comunicativo
La valutazione logopedica osserva come il bambino comprende, produce parole e frasi, gioca e comunica. Se emergono difficoltà, si imposta un trattamento riabilitativo su misura, con indicazioni pratiche per i genitori da usare a casa. Quando serve, il logopedista suggerisce un confronto con pediatra, neuropsichiatra infantile o otorinolaringoiatra.
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